Foro Romano

Foro Romano

Il Foro Romano è un’area archeologica di Roma tra il Palatino il Campidoglio, via Dei Fori Imperiali e il Colosseo, costituita dalla stratificazione dei resti di quegli edifici e monumenti di epoche eterogenee, che per gran parte della storia dell’Antica Roma rappresentarono il centro politico, giuridico, religioso ed economico della Città, oltre che il centro nevralgico della Civiltà Romana.

Dall età reiga fino all’avvento dell’ età medievale, la valle del Foro è stata teatro di eventi e sede di istituzioni di importanza tale da aver determinato a più riprese il corso storico della civiltà occidentale, e da aver influenzato in modo preponderante le basi politiche, giuridiche, culturali e filosofiche del pensiero occidentale.

Dopo una fase di declino iniziata nella tarda antichità dell’impianto delle piazze e dell’urbanizzazione circostante, nel XVI secolo, il foro fu quasi completamente interrato e stabilmente utilizzato come pascolo per i bovini. Su impulso del rinato e crescente interesse per gli studi storico-archeologici di fine Ottocento e anche a causa delle imponenti ristrutturazioni urbanistiche dell’Italia post-unitaria, l’area del Foro è stata gradualmente riportata alla luce, studiata diventando un museo a cielo aperto, e insieme al Colosseo e il Palatino è uno dei siti archeologici più illustri e visitati al mondo.

Illuminazione notturna
Il Foro Romano si accende nella notte, grazie all’illuminazione promossa dalla Soprintendenza in collaborazione con Electa e il contributo di Acea, che ne ha curato anche la progettazione e la realizzazione. Dal tramonto all’alba il cuore antico della città di Roma sarà visibile a tutti da via dei Fori Imperiali, dal belvedere del clivo Capitolino, dalla piazza antistante il Carcere Mamertino.

Nel percorso di visita sono presenti: a seconda del tipo di biglietto acquistato: Casa di Augusto, Casa di Livia, Arcate Severiane, Tempio di Romolo, Casa delle Vestali, Vigna Barberini (una terrazza artificiale nell’angolo nord-orientale del Palatino), Tempio di Venere e Roma, Giardini del Palatino, Casa dei Grifi (chiusa al pubblico), Aula Isiaca, Curia Iulia.

Costo: Gratis e a Pagamento

Indirizzo: Via della Salara Vecchia, 5/6 Zona: Rione Campitelli (Foro Romano- Campidoglio-P.Venezia) (Roma centro).

Orari e Prezzi

Riapertura dal 1° Febbraio 2021
Tutti i giorni dalle 10.30 alle 16.30 (CHIUSO SABATO E DOMENICA FINO A NUOVE DISPOSIZIONI)

Casa delle Vestali, Tempio di Venere e Roma e Museo del Palatino chiudono 30 minuti prima dell’area archeologica. Rampa Domizianea (tratto finale) 60 minuti prima.

Due tipologie di biglietto per visita al Foro Romano-Palatino e al Colosseo:
– Biglietto Odinario – intero € 16,00 / ridotto * € 2,00 valido 24h
– Biglietto Ridotto – intero € 9,50 / ridotto * € 2,00 A.R.T. (Afternoon reduced ticket) acquistabile online e usufruibile tutti i giorni a partire dalle ore 14.00 e fino alla chiusura del PArCo.

ridotto per i cittadini dell’Unione Europea tra i 18 e i 25 anni compiuti, previa esibizione di un documento di identità.

Modalità d’ingresso al Foro Romano e Palatino:
un unico ingresso, lungo via dei Fori Imperiali, in Largo della Salara/Largo Corrado Ricci, senza necessità di prenotare per un orario preciso, si possono  scegliere 4 percorsi differenziati:
1. “La piazza del Foro Romano” con uscita da via del Foro Romano (tempo stimato 30′)
2. “Passeggiando sulla via Sacra” con uscita dall’Arco di Tito (tempo stimato 1 ora e 30′)
3. “Dal Foro Romano ai palazzi imperiali” con uscita da via di S. Gregorio (tempo stimato 2 ore).
4. “Alle origini di Roma”, percorso lungo le pendici meridionali del Palatino, con uscita da via di S. Gregorio (tempo stimato 2 ore e 30′)

Accessibilità disabili
L’accesso all’area del Foro Romano può avvenire:
• dall’ingresso di Largo della Salaria Vecchia n. 6, lungo via dei Fori imperiali, con un ascensore per superare il dislivello di circa 6,50 metri tra il piano stradale e il Foro Romano.
• dall’elevatore collocato presso l’Arco di Tito.
Sono presenti servizi igienici idonei.

Altre informazioni:
Per ragioni di sicurezza non è consentito ai visitatori introdurre all’interno del Colosseo, del Foro e Palatino, zaini da campeggio, borse ingombranti e valigie/trolley. Accesso agli animali non consentito.

Il Comune mette a disposizione il numero 060608 per Info e prenotazioni  (tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00)

Il Foro Romano é circondato da musei e siti archeologici:

Arco di Tito
Fu fatto innalzare, nell’81 d.C., dall’imperatore Domiziano in memoria del fratello Tito per celebrarne le vittorie contro i Giudei. Rivestitoin marmo greco, il monumento è ad una sola apertura fiancheggiata da quattro semicolonne con capitelli.

Basilica di Massenzio
Costruita tra il 306 e 312 d.C. dall’imperatoreMassenzio, fu completata dall’imperatore Costantino. Originariamente cinque grandi passaggi conducevano in un’enorme aula divisa in tre navate da colonne in marmo. L’unica colonna superstite fu rimossa nel 1613 e collocata di fronte alla Basilica di S. Maria Maggiore. Nell’abside della navata centrale Costantino fece alzare una sua gigantesca statua con le braccia, le gambe e la testa in marmo bianco ed il resto in bronzo dorato. La testa ed un piede sono esposti nei Musei Capitolini.

Tempio di Antonino e Faustina
Costruito nel 141 d.C. da Antonino Pio in onore della defunta moglie Faustina, dopo la morte dell’imperatore fu dedicato anche alla sua memoria. Si erge su un alto podio preceduto da una gradinata(ricostruita in mattoni), al cui centro permangono i resti dell’altare. L’atrio è formato da dieci colonne in marmo. La cella nell’XI secolo fu consacrata come Chiesa di San Lorenzo in Miranda.

Tempio di Cesare (o del Divo Giulio)
Fu costruito dall’imperatore Augusto dove fu bruciato il corpo di Giulio Cesare e dove Marco Antonio pronunciò la celebreorazione funebre. Restano solo pochi avanzi, tra i quali l’altare rotondo eretto molto probabilmente nel luogo del rogo funebre.

Regia
Attribuita dalla tradizione al re Numa Pompilio e probabile residenza dei Tarquini. Nel periodo repubblicano vi esercitavano le loro funzioni il Rex Sacrorum, il Pontefice Massimo e gli altri Sacerdoti. La Regia fu distrutta da un incendio nel 64 a.C. e ricostruita nelle linee originarie, a dimostrazione della sua sacralità, nel 36 a.C. da Domizio Calvo.

Tempio Rotondo di Vesta
L’edificio, nato come “capanna del fuoco sacro” probabilmente in legno, paglia e vimini, fu ricostruito nel 191 d.C. da Giulia Domna, moglie dell’imperatore Settimio Severo. A pianta circolare, coperto da un tetto forato sulla sommità per far uscire il fumo del fuoco sacro, era coronato da venti colonne delle quali oggi ne restano tre. Qui venivano conservati gli oggetti sacri legati ai destini di Roma che, secondo la tradizione, Enea aveva portato da Troia.

Tempio dei Castori (o dei Dioscuri)
Dedicato al culto di Castore e Polluce, fu inaugurato nel 484 a.C. e più volte restaurato. Con la facciata rivoltav erso il Foro era composto da diciannove colonne (oggi ne restano tre).  Nel suo interno, dove qualche volta si riuniva il Senato, venivano verificati i pesi e le misure. Ai piedi del podio, tra i basamenti delle colonne, si aprivano negozi di banchieri, cambiavalute e barbieri.

Basilica Giulia
Sorta sul posto della distrutta Basilica Sempronia, fu costruita da Giulio Cesare nel 54 a.C. e poi a lui dedicata e completata dall’imperatore Augusto. Riedificata, dopo un incendio, nel 2 a.C., fur estaurata per l’ultima volta nel 416 d.C. La Basilica, costituita da una grande aula centrale, era a 2 piani e 5 navate. Ospitava le 4 sezioni delle Assise Romane rette da 105 giudici, i Centumviri.
S. Maria e gli edifici domizianei (Santa Maria Antiqua)
Il complesso costituisce l’elemento di raccordo tra il Foro e il Palatino. Si compone di una grande sala dell’epoca dell’imperatore Domiziano, di “tabernae” di età adrianea, di un altro ambiente quadrato scoperto dal quale, attraverso tre ingressi, si accede ad una sala formata da un’aula centrale con quadriportico sul cui fondo si aprono tre stanze. Quest’ultima parte nel VI secolo d.C. fu trasformata nella chiesa di S. Maria Antiqua.

Horrea Agrippiana
L’opera, risalente all’epoca augustea, è una monumentale costruzione quadrata a due piani, in tufo, con grandi ambienti che si aprono su un ampio cortile con portici ed altri ambienti più piccoli. Fu fatta edificare da Agrippa per adibirla a magazzini (horrea), come è attestato da un’iscrizione ancora visibile in uno degli ambienti centrali.

Basilica Emilia
Unica superstite delle Basiliche repubblicane, fu costruita nel 179 a.C. dai censori Marco Emilio Lepido e Marco Fulvio Nobiliore. Chiamata inizialmente Fulvia o Fulvia Emilia, fu restaurata più volte da componenti della Gens Emilia, dalla quale prese il nome definitivo. La facciata era costituita da un portico a due piani di sedici arcate su pilastri con semicolonne. Dietro il portico vi erano le botteghe, tra le quali, attraverso tre ingressi ad arco (quello completo è di epoca moderna), si accedeva ad una maestosa sala suddivisa in navate con colonne in marmo. A ridosso del muro perimetrale è esposto il calco di un tratto del fregio che decorava la trabeazione con scene della leggendaria origine di Roma. Sul lato ovest sono visibili i resti della Basilica più antica.

Curia
Fondata, come vuole la tradizione, dal re Tullo Ostilio e rifatta nell’80 a.C. da Silla, fu spostata dal suo sito originario al luogo attuale da Cesare. Completata da Augusto nel 29 a.C. e restaurata da Domiziano nel 94 d.C., fu rifatta per l’ultima volta da Diocleziano intorno al 283 d.C.. Nella facciata si aprono tre grandi finestre e una monumentale porta i cui battenti sono una copia degli originali, trasferiti nel 1660 nella Basilica di San Giovanni in Laterano.

Arco di Settimio Severo
Eretto ai piedi dei Campidoglio nel 203 d.C., nel decimo anniversario dell’ascesa al trono dell’imperatore Settimio Severo e da questi dedicato anche al figlio Caracalla. Le due facciate sono coronate da un alto attico (originariamente sormontato da una quadriga con l’imperatore e il figlio), al cui interno si trovano quattro ambienti accessibili mediante una scala. Sui due lati dell’attico vi è una grande iscrizione con la dedica a Settimio Severo e a Caracalla. Sui pannelli al di sopra delle arcate minori sono rappresentate alcune scene delle due campagne contro i Parti.

Portico degli Dei Consenti
L’edificio è costituito da otto ambienti affiancati e preceduti da un portico di dodici colonne con capitelli corinzi. In alcuni ambienti probabilmente erano collocate le statue delle divinità più importanti del pantheon greco-romano. L’edificio, risalente al periodo flavio, fu restaurato nel 367 d.C.

Rostri
La gradinata semicircolare, adibita a tribuna per gli oratori, era stata ornata con i rostra, gli speroni in bronzo sottratti alle navi dopo la vittoriosa battaglia di Anzio (338 a.C.). Spostati dall’area del Comizio in seguito alle demolizioni realizzate da Cesare, vennero inaugurati nel 44 a.C., poco prima della sua morte. La costruzione si compone oggi d iparte della scalinata semicircolare d’accesso, di alcuni resti dell’interno edella facciata. Sul lato nord vi è un’aggiunta in mattoni risalente al 470 d.C.

Tempio di Vespasiano e Tito
Del tempio restano 3 colonne del lato nord-est. I gradini d’accesso e parte del podio risalgono al XIX secolo. L’imperatore Tito diede inizio alla costruzione del tempio in onore del padre Vespasiano ma morì prima della sua ultimazione. Fu suo fratello l’imperatore Domiziano che completò i lavori del tempio dedicandolo a Vespasiano e Tito.

Colonna di Foca
Ultimo monumento del Foro romano, la Colonna fu dedicata nel 608 d.C. a Niceforo Foca, l’imperatore bizantino che donò il Pantheon a PapaBonifacio IV. La Colonna, che ha origini più antiche (risale al II secolod.C.),  è sormontata da un capitello corinzio.

Via Sacra
La Via, che attraversa il Foro, era il percorso del condottiero vittorioso (dux) verso il Campidoglio. Era detta Sacra perché, secondola leggenda, la percorsero Romolo e Tito Tazio dopo il patto di alleanza stretto al termine della guerra tra Romani e Sabini. Ogni mese vi si tenevanosolenni cerimonie religiose con sacrifici.

Fonti:

060608 http://www.060608.it/it/cultura-e-svago/beni-culturali/beni-archeologici/area-archeologica-foro-romano-palatino.html

Morgana

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